La Repubblica italiana riconosce il giorno 11 aprile di ogni anno quale “Giornata del mare” presso gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, al fine di sviluppare la cultura del mare inteso come risorsa di grande valore culturale, scientifico, ricreativo ed economico (art.36 DLgs n.229 del 3.11.2017).

LA RESILIENZA DEL MARE

La mattina dell’11 aprile 1991 la petroliera Haven si trovava nella rada di Genova, in attesa di ordini. In vista di future operazioni fu dato l’ordine di travasare il greggio dalla stiva che si trovava a prua alla stiva che si trovava al centro della nave. Alle 12.30 circa, ci fu un’esplosione a bordo. In quel momento la Haven trasportava circa 144 mila tonnellate di petrolio greggio e più di 1.200 tonnellate di combustibile: circa 100 metri della copertura del ponte superiore si staccarono affondando in mare, la nave prese fuoco e il petrolio cominciò a bruciare. Il vento portava verso poppa le fiamme dell’incendio, questo probabilmente causò un progressivo riscaldamento delle cisterne rimaste integre, un aumento della pressione al loro interno e il loro sfondamento. Alle ore 13 circa si verificò una nuova esplosione, la catena di ancoraggio si ruppe e la Haven andò alla deriva, spinta verso Savona.
Il giorno dopo cominciarono i primi interventi per bloccare il petrolio in fiamme che fuoriusciva dalle cisterne. Un rimorchiatore iniziò ad avvicinare la nave alla costa, ma una parte dello scafo lungo circa 100 metri e contenente 3 cisterne si staccò e sprofondò. Alle ore 9.35 del 13 aprile, la nave era ancora in fiamme e vi furono altre nuove esplosioni. Il petrolio raggiunse le spiagge, ma le condizioni favorevoli del mare e del vento impedirono che le colonne di fumo, alte fino a 300 metri, raggiungessero le coste.
La mattina del 14 aprile, la Haven affondò completamente e si posò sul fondo del mare alla profondità di circa 80 metri a poco più di un miglio dalla riva al largo di Arenzano. Dopo otto anni, nel 1998, venne stabilito in via stragiudiziale (cioè attraverso un accordo diretto tra le parti) che lo Stato italiano ricevesse 117 miliardi di lire in danni e compensazioni. Parte della somma fu usata per gli interventi di bonifica e per la riqualificazione ambientale del mare e della costa danneggiata. Il relitto della Haven è il più grande visitabile dai subacquei del Mediterraneo, e uno dei più grandi al mondo.

Haven
LA RESILIENZA DEL MARE

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